Silent Hill 2 ???



Al ritorno dal lavoro, come ogni giorno, James Sunderland parcheggia la golf blu accanto al marciapiede di fronte casa.
Particolarmente di fretta, si avvicina a passo svelto all’entrata di casa, inciampando, senza accorgersene, su un misterioso piede che fuoriesce dal baule dell’auto.
Nota la bandierina alzata della cassetta della posta, apre e afferra la busta bianca al suo interno.
Perplesso, osserva il nome sulla busta.
“Mary…” dice inarcando un sopracciglio “beh, la leggerò dopo”.
Entrando getta la busta sul tavolo della cucina e svelto si dirige verso il salotto, gettandosi sulla poltrona a peso morto.
Accende la televisione, un’occhiata all’orologio.
Perfetto.
Era appena iniziato “Uomini e Donne”, la sua trasmissione preferita.
Incantato osserva i tornisti prendere posto, con le miriadi di corteggiatrici.
Prima di iniziare a far vedere le esterne Maria proferisce parola:
Osserva la telecamera:
“Prima di iniziare la trasmissione, voglio informare che da oggi sono aperti i casting per i tornisti della prossima serie del programma”
A quelle parole, James sussulta, gli occhi gli brillano.
Continua Maria.
“Oggi potete andare a fare il provino nella toilette pubblica all’Observation Deck di Silent Hill, in West Virginia” dice, leggendo sul gobbo.
James porta, con stupore, una mano alla bocca. Sorride, e senza sentire altro si alza frettolosamente dalla poltrona. Un minuto in bagno per ingellarsi i capelli, poi afferra la prima giacca verde che trova e si fionda fuori dalla porta.
Nell’entrare in macchina inciampa di nuovo, e di nuovo senza accorgersene sul piede che sbuca dal baule.
Entrato, aziona il motore, accendendo la radio su “Gettino Away With Murder” dei Papa Roach, canticchia allegramente avviando l’auto.
Il viaggio dura meno del previsto, e dopo circa 16 ore di guida giunge alla meta.
Di fronte all’entrata della toilette sembra non esserci nessuno, possibile che sia arrivato in anticipo?
In preda all’ansia, apre di scatto la porta, trovandosi nel bagno completamente solo.
Sull’orlo di una crisi isterica inizia a piangere, per poi fissare sconvolto il suo riflesso nello specchio della toilette.
I suoi sogni erano stati infranti una volta per tutte.
La sua vita era rovinata.
Mai più avrebbe potuto avere quell’occasione.
Mary sarebbe stata orgogliosa di lui se l’avesse visto in un programma della De Filippi.
Ma comunque…Mary era morta…
Da quanto? Non ricordava più.
Dalla tasca del giubbino estrae un taccuino, il suo diario di promemoria personali.
Lo apre alla pagina del giorno prima e legge la nota scritta a caratteri cubitali, in rosso:
RICORDA CRETINO: Se qualcuno chiede, Mary è morta tre anni fa.
Aveva appena smesso di piangere, ma dopo aver letto quelle parole non poteva trattenere oltre le nuove lacrime che incombevano.
“Mary…come hai potuto morire tre anni fa?” dice sussurrando tra i singhiozzi disperati coprendosi gli occhi.
Getta un altro sguardo alla pagina del taccuino, la nota in basso dice, sempre in rosso, ma più piccola:
Di malattia, cretino!
Bene, ora che sapeva con certezza che sua moglie era morta tre anni fa di malattia poteva finalmente rilassarsi.
D’improvviso però, sgrana gli occhi dallo stupore.
“Ma…Ma…quella lettera…”
Dice passandosi una mano tra i capelli che non si muovono nemmeno di una virgola.
Ricordatosi della lettera di Mary ricevuta oggi, si scaraventa fuori dalla porta della toilette.
Correndo verso l’auto inciampa nuovamente sul piede misterioso di un altrettanto misterioso cadavere che sporge dal baule.
Stavolta l’urto gli fa fare un volo di qualche metro, facendolo sbattere con la testa vicino a un camion che si trovava nei pressi di una piccola scalinata.
Fortunatamente, i capelli attutiscono il colpo.
Torna correndo alla macchina, entra e riparte verso casa.
La radio canta “With or Without you” e James canta con lei.
Stavolta il viaggio sembra ancora più breve, appena 15 ore e James è di nuovo a casa.
Nell’affrettarsi al portone d’entrata si guarda bene dal passare dietro l’auto, passa invece dalla parte anteriore, senza inciampare.
Si fionda in cucina e prende la busta tra le mani.
La tensione si taglia con un coltello.
Un rivolo di sudore gli cola sulla fronte.
No, è gel.
Apre la busta con entrambe le mani e con l’ausilio del piede sinistro.
Dispiega il foglio al suo interno e si appresta a leggere.
“Nei miei sogni tormentati, vedo quel programma,
Uomini e Donne.
Mi promettesti che mi ci avresti portata, un giorno,
Ma non l’hai mai fatto.
Io sono lì ora, ai provini.
E ti aspetto.”

Mary.

James lascia ricadere la lettera sul tavolo.
“Ma allora…anche tu volevi fare la tronista”
Dice trattenendo le lacrime.
Si accascia su una sedia portando entrambe le mani sulla testa, piangendo disperatamente.
“Eppure sapevi che così sfigurata e brutta, e piena di pustole, e con quel vestito a fiori, Maria non ti avrebbe mai presa! È tutta colpa mia…avrei dovuto prestarti le mie pomate.”
Dice, per poi farsi coraggio e alzarsi di scatto dalla sedia.
“Mary, aspettami, arriverò prima io!”
Dice, tornando in fretta e furia alla macchina, portando la lettera con se.
Stavolta la radio canta “ The Show Must Go on” ma non quella dei Queen, quella di Milva di Sanremo 2007.
James non conosce questa canzone, ma la canta lo stesso.
Arrivato a destinazione, accecato dalla gioia di essere di nuovo lì e forse dalla speranza che adesso fosse in tempo per i provini, si scorda di frenare, l’auto prende il volo e va a finire dritta nel Lago Toluca.
Nel lago, le lacrime di James si confondono con l’acqua…ma la sua disperazione è inconfondibile.
I capelli non si muovono nemmeno sott’acqua e sono ancora perfettamente asciutti.
Ma James ha perso l’occasione di una vita, di nuovo.
Si accorge che non sta più respirando, ovviamente impossibilitato dall’acqua che gli riempie i polmoni, e per non pensarci decide di chiudere gli occhi e rilassarsi.
Si sveglia dopo qualche istante, seduto sul water della toilette dei provini, spingendo intento a liberarsi, ma era già qualche giorno che andava duro.
Si alza, senza asciugarsi, e si tira su i pantaloni.
Non si chiede cosa sia successo, ma va subito a specchiarsi per controllare lo stato dei capelli.
Nota un ciuffo fuori posto, e le lacrime iniziano a scendere nuovamente.
Sospira, senza badare, distrattamente, al fatto che la sua pelle fosse stranamente più bluastra del solito.
Volgendo la testa verso destra nota due volantini pubblicitari, che indicano Maria all’Heaven’s Nights.
Gli occhi di James si illuminano. Forse avevano spostato la sede dei provini. Poteva ancora sperare!
Saltando allegramente, gioioso come un bambino, corre per uscire dal bagno non notando la porta chiusa e sbattendovi contro.
I capelli però, non lo abbandonano mai, e anche in questa circostanza lo salvano.
Uscito dalla toilette corre verso l’auto inciampando stavolta sui due piedi che sbucano dal baule.
Senza badare a questo dettaglio apre deciso la portiera afferrando soddisfatto una mappa.
La mappa della città.
Senza distogliere lo sguardo da quel prezioso pezzo di carta si avvicina alle scalette sulla sinistra, unica via libera.
Stranamente non le vede e inciampa appallottolandosi fino a scenderle tutte.
Mentre si appallottola continua contento ad osservare la mappa.
Dopodichè, la mette via nella tasca del jeans e prosegue per la strada, a passo lento e rilassato.
Cammina, cammina per l’unica strada possibile, fin quando sulla destra nota un pozzo.
Si avvicina osservando dentro, allunga una mano fino ad estrarre un pezzo di cartone rosso fuoco che gli chiede se vuole salvare la sua posizione.
James, convinto che si tratti di un assorbente usato lo lancia di nuovo nel pozzo proseguendo per la sua strada, raggiungendo un cancello.
Lo apre senza indugio, aiutandosi con i forti capelli.
Con quella nebbia gli è difficile vedere qualcosa, ma riesce a scorgere una figura uscire da una fossa.
Si avvicina per accertarsi che non fosse qualcuno che conosceva.
Più si avvicinava più quella tizia gli sembrava Anna Maria Franzoni…forse un po’ più giovane, ma non poteva essere che lei.
Dunque, sorridendo, decide di farsi avanti.
“ Ehi Anna Maria!” esclama il nostro eroe.
La ragazza si volta scandalizzata mostrando l’orribile neo che le soggiorna in volto.
“Come scusa?” Grida sconvolta la ragazza, mostrandosi nel suo orrore a James, il quale, dispiaciuto, abbassa lo sguardo.
“Scusami, io….” Sussurra il nostro amico.
“Mi dispiace, io..io..stavo solo” dice la ragazza abbassando a sua volta lo sguardo.
“Chi sei tu? Cosa ci fai qui? Chiede poi con aria sospetta guardando il nostro James.
“Beh…io…è iniziato tutto mentre stavo guardando Lost” inizia a raccontare James, ma la ragazza, presumibilmente la Franzoni da giovane, lo interrompe.
“Loooost?” Esclama scandalizzata. James, imbarazzato ammette la verità.
“No..non è vero…guardavo Uomini e Donne” afferma girando i pollici. “Tu lo guardi?” chiede poi.
“Uhm…si…è difficile vederlo con la nebbia, ma faccio quello che posso.” Risponde prontamente la ragazza.
James, soddisfatto dalla risposta, pieno di entusiasmo, prosegue..
“Sto andando ai provini, so che sono qui!!” esclama.
“Faresti meglio a non andarci” dice lei “Quel..uh…programma..ha qualcosa di strano.” Prosegue “è difficile da spiegare ma…” James la interrompe.
“Credi che il successo sia pericoloso?” chiede, perplesso.
La ragazza ci pensa un po’ prima di rispondere.
“Forse…e non è solo per la De Filippi…è che….”
James, stufo delle lagne di quella sfigata taglia corto.
“Si si, ho capito, starò attento” dice, voltandosi.
La ragazza sembra alterarsi.
“Ehi, guarda che non sto mentendo” dice.
“Si si ti credo…” afferma James, scocciato “ ma suppongo che non mi importi se sia pericoloso o meno” prosegue, orgoglioso del suo coraggio “ io ci vado comunque”
“Ma…ma perché?” chiede la ragazza sempre più perplessa.
James decide di rispondere.
“Sto cercando il successo” afferma.
“Chi è?” chiede la ragazza, che per comodità chiameremo Angela.
“Il successo, cretina, come chi è???” dice spazientito. “Farei di tutto per avere successo.”
“Uh” dice Angela “ io invece sto cercando la mia Mama” afferma tristemente.
James taglia di nuovo corto.
“Si, ma io non te l’ho chiesto. Ciao Anna Maria!” dice avviandosi verso l’unica strada possibile per raggiungere la città.
Nel frattempo, mentre James non la vede, la ragazza che per comodità chiameremo Angela si rificca lesta nella fossa da cui è uscita.
Camminando, camminando, James riesce a raggiungere la città..
Lo capisce perché legge il cartellone con su scritto: Benvenuti a Silent Hill.
Sull’asfalto nota delle tracce di sangue che sembrano indicargli di andare a destra.
In tutta risposta James decide di andare a sinistra.
Cammina per 16 chilometri fino a trovarsi in un vicolo cieco.
Torna dunque indietro, fresco come una rosa, deciso a seguire le tracce di sangue, che però ora sono scomparse.
Seguendo il suo fiuto prosegue, seguendo la figura che credeva fosse passata di lì, sperando che si trattasse di Gianni Sperti che aveva perso la strada per raggiungere Maria…così, allegri e felici sarebbero andati da lei insieme.
Niente Gianni purtroppo.
James si trova di fronte a una barricata di legno.
Dall’altra parte dello steccato risuona una voce soave dire alcune parole..
“Devo…fzzzz…dare …fzzzfruuu…la pubblicità…fzzz….frrrr…pubblicità!!”
Era, la seppur disturbata, inconfondibile voce di Maria.
Attratto da lei James scavalca la barricata gridando il nome di Maria.
Dall’altra parte però trova solo una radiolina, dalla quale proveniva la voce della sua beniamina.
E…c’è qualcos’altro….
Una strana figura senza braccia e col volto deforme, che si contorce simpaticamente sputando della bruma verdastra. James afferra un’asta di legno con la quale cerca di rilanciare gli sputi della strana figura.
Dopo vari tentativi riesce a rilanciare uno sputo facendolo finire dritto sul volto inesistente della creatura, che cade a terra, sfinita.
Contento della sua impresa, James sorride soddisfatto, tornando sui suoi passi, stavolta insieme alla radiolina adorata.
Alla sua destra trova una sedia a rotelle arrugginita.
Senza esitazione vi salta sopra, decidendo di utilizzarla come mezzo per muoversi in città.
Prontamente, muove svelto le mani, lasciando che il mezzo prenda una velocità notevole.
Poi si alza allargando le braccia come per prendere il volo, mentre attraversa un po’ tutta la città.
Chiude gli occhi, sempre più veloce, fin quando va a cozzare violentemente col portone di un locale.
Fortuna per i capelli, anche questa volta,ma la sedia a rotelle non riesce a sopravvivere.
Un breve pianto in onore della ex compagna di avventura, e poi uno sguardo all’insegna del locale.
Neely’s Bar.
Decide di entrare, dare un’occhiata e magari prendere qualcosa da bere.
All’interno non trova nessuno; triste, decide di uscire subito dopo, quando all’improvviso nota un cartello con su scritto a caratteri cubitali: PER JAMES e una freccia che indica una mappa sul bancone.
Stupito, torna dentro, chiedendosi se il messaggio potesse essere davvero per lui.
Osserva la mappa…ma lui la mappa ce l’ha già, e decide di non prenderla, presta però attenzione al simbolo lasciato su Martin Street.
Voltandosi per uscire nota una scritta sulla vetrata.
“Qui c’era un buco, ora non c’è più”
Credendo che qualcuno rimpiangesse quel buco, il generoso James decide di aiutare come poteva.
Dopo aver preso un po’ di rincorsa decide di bucare la vetrata con i capelli, lasciando un nuovo buco per i posteri.
Soddisfatto, come sempre, esce dal locale, intento a raggiungere Martin Street.
Giunto in men che non si dica a Martin Street, raccoglie svelto la chiave da un cadavere, senza però accorgersi del cadavere.
Sulla chiave, in piccolo, ma davvero in piccolo c’è scritto: “da usare per aprire il portone d’ingresso per poter accedere ai wood side apartmens dai quali poi potrai accedere anche ai blue side apartments”
A questo punto James si chiede quale possa essere la sua meta…
Forse dovrebbe seguire le indicazioni della chiave..
O magari recarsi direttamente all’Heaven’s Nights.
Decide per quest’ultima opzione…si avvia lesto verso il night club, ma, trovando la porta chiusa, decide di tornare sui propri passi e recarsi ai Wood Side.
Raggiunto il luogo, apre la porta, la chiude dietro sé e afferra subito la mappa dell’edificio.
Sale le scale e apre la porta.
Non sapendo dove recarsi prova ad aprire tutte le stanze ma solo una porta decide di aprirsi, l’ultima che prova ad aprire, la 205.
Entra nella stanza e guarda una luce provenire dai vestiti di Mary appesi su un manichino.
Con rabbia si rende conto che Mary doveva essersi cambiata prima di recarsi ai provini.
Emotivamente scosso, prende la torcia dal manichino, quando una strana cosa inizia a danzare di fronte a lui.
Affascinato, decide di sedersi in poltrona, osservandola, per poi prenderla per i piedi di sopra e danzare con lei, allegramente.
Dopodichè, James decide di andare subito al sodo.
E dopo l’intimità, e la sigaretta seguente, James la saluta con un bacio sul piede destro anteriore e poi esce dalla stanza. Neppure adesso i capelli sono scossi.
Si chiede quale possa essere la sua destinazione, se lo chiede, se lo chiede e non si risponde.
Dunque torna alle scale e si convince a salire di sopra.
Apre la porta e osserva oltre delle sbarre, una chiave per terra.
Gli occhi gli si illuminano quando lo sfiora l’idea che potessero essere le chiavi dell’Heaven’s Nights.
Prova dunque a prenderle, ma senza che lui se ne accorga, un piedino indisponente calcia via la sua mano. E una subdola bambina bionda ride di gusto.
James, scosso, inizia a piangere, e la bambina, in tutta risposta.
“Ah ah. Va alla stanza 301 coglione!” esclama ridendo crudelmente.
James decide di non ascoltarla.
Prova dunque tutte le stanze ma nessuna porta si apre, nessuna eccetto, James scoprirà con gran sorpresa, quella della 301.
Entra, fissando subito l’attenzione sul carrello.
Guarda al suo interno notando con stupore che oltre a una pistola non c’è niente.
Decide di tenere con se la pistola e di lasciare una nota agli abitanti dell’appartamento.
Con la penna che babbo Frank gli ha regalato al compleanno, scrive su un foglietto testuali parole.
“Un consiglio da uno che se ne intende. Da Lidl il carrello è pieno con soli 30 euro!”
Soddisfatto esce anche da questo appartamento.
Ora deve scegliere una nuova meta.


to be continued...