† Silent Hill Movie • Backstage †
Questa sezione è dedicata ai contenuti extra del film, disponibili nel secondo DVD nella versione di vendita di Silent Hill. Come nel DVD, i contenuti sono divisi per categoria, per una migliore consultazione. Di seguito verranno riportati i dialoghi del cast e della produzione. Buona lettura!
Attenzione: possibili spoiler del film.
1. Silent Hill - Path of Darkness: Origini
Radha Mitchell (Rose): La prima volta che ho letto il copione, ho dato un'occhiata alle prime 10 pagine. Ero sola nel mio appartamento, e ho dovuto smettere di leggere perchè avevo troppa paura per continuare. L'ho letto una settimana dopo nel pomeriggio, al sole, e mi ha attirata il fatto che mi ha spaventata a morte.
Deborah Kara Unger (Dahlia): Mi è sembrata una Alice nel Paese delle Meraviglie, nell'Inferno di Dante.
Laurie Holden (Cybil): Quando ho letto il copione per la prima volta sono rimasta sbalordita. E'spettacolare, ha tanti aspetti, diversi livelli, è complesso, e diversi temi lo attraversano.
Sean Bean (Christopher): Fa molta paura. Il mio pensiero è stato: "Chi ha pensato tutto questo? Come ha avuto queste idee?".
Christophe Gans (Regista): La mia prima esperienza con Silent Hill è stata cinque anni fa. Ho giocato a Silent Hill 1 con la PlayStation, mi ricordo che ci stavo giocando da 3 o 4 ore, quando ho capito che stavo giocando a un videogioco unico, spaventoso, e che era uno dei pochi giochi che poteva diventare un film.
Samuel Hadida (Produttore): Ho prodotto gli ultimi tre film di Christophe, e sul set del nostro ultimo film mi ha detto: "Sto giocando a un videogioco fantastico. Si chiama Silent Hill ed è spaventoso".
Christophe Gans (Regista): Samuel mi ha detto "Davvero? E'possibile spaventarsi per un vidoegioco?", e io gli ho risposto: "Certo, è una delle peggiori paure che ho mai provato in vita mia". E'il primo videogioco che possiamo definire maturo, che è stato concepito in modo molto maturo.
Samuel Hadida (Produttore): Il resto è stato un'avventura, perchè abbiamo dovuto convincere i produttori giapponesi del gioco, la Konami, a darci i diritti per fare il film. L'unica cosa che fa la differenza è la visione di Christophe. La loro preoccupazione era quanto il regista sarebbe stato fedele al gioco nell'adattamento cinematografico, perchè il videogioco ha un seguito incredibile.
Don Carmody (Produttore): I fan di Silent Hill sono molto protettivi nei confronti del gioco.
Siamo stati molto attenti alla loro opinione e abbiamo mantenuto la suspance e gli aspetti che hanno un grande impatto secondo loro, come i mezzi di illuminazione nel buio e certi personaggi chiave.
Radha Mitchell (Rose): Ha una visione molto surrealistica del gioco. Il gioco stesso esplora i confini della realtà, come il film.
Christophe Gans (Regista): Il gioco di Silent Hill è un'esperienza. Silent Hill esiste da solo, non ha equivalenti. Fa paura, inquieta, è bellissimo. Non parla solo di paura, ma di emozioni. Non sono molti i giochi che ti fanno piangere. Non ho mai adattato un gioco e, mentre facevo questo, ho capito che era completamente diverso. Quando adatti un gioco, adatti qualcosa che hai vissuto veramente, hai la sensazione di esserci stato e di rivivere alcune verità su com'è stato vivere quell'esperienza. Nel gioco la storia fa da sfondo, nel film l'importante era portare in primo piano quella storia. Questa era la sfida principale.
Roger Avary (Sceneggiatore): Quando Christophe stava progettando il film, lui e Sam mi hanno chiamato, e Christopher mi ha proposto di reinventare la storia. E così è iniziato un complesso processo per la scrittura della prima bozza. Ogni volta che si adatta qualcosa, bisogna scomporre tutto completamente e creare qualcosa di nuovo. L'elemento a cui bisogna rimanere legati è lo spirito del materiale. Se non si rimane legati non funziona.
Samuel Hadida (Produttore): Credo che chiunque abbia giocato al videogioco a casa, al buio, si divertirà a stare al cinema ancora al buio, e a provare le stesse sensazioni.
Don Carmody (Produttore): L'altra cosa che abbiamo cercato di fare è stato creare una logica, in modo che quelli che non conoscevano il gioco
potessero capire e apprezzare i momenti raccapriccianti e la trama.
Roger Avary (Sceneggiatore): Volevamo creare qualcosa che contenesse gli elementi del gioco e dell'universo di Silent Hill, ma che fosse una creatura a sè. Da una parte, Christophe è rimasto molto fedele al materiale originale, io sono rimasto il più fedele possibile allo spirito del materiale. Mentre scrivevamo il film, infatti, guardavamo il gioco e studiavamo come la macchina da presa si muoveva all'interno del gioco. Abbiamo mantenuto alcuni elementi del gioco e abbiamo fatto un miscuglio.
Christophe Gans (Regista): Questi giochi fanno molta paura, perchè i personaggi sono emotivamente complessi e molto vulnerabili. I personaggi del gioco hanno una sola dimensione e non è un problema, perchè il gioco è un'esperienza dove si affrontano personaggi iconici. Ad esempio c'è un personaggio chiamato Dahlia: volendo trasporla sul grande schermo, abbiamo capito che non aveva la profondità di un'attrice, così abbiamo deciso di renderla più grigia che nera, e lo stesso abbiamo cercato di fare per i diversi personaggi di Silent Hill. Quando devi invitare il pubblico a seguirti in un mondo folle, è bene farlo attraverso un motivo molto semplice, come l'amore di una donna per la figlia.
Radha Mitchell (Rose): Christophe ha rielaborato l'idea e ha scelto di usare una donna che cerca sua figlia.
Christophe Gans (Regista): Il tema principale del film è la maternità: chi è una buona madre, chi è una cattiva madre. Il personaggio principale di Silent Hill 1 è un uomo che si chiama Harry Mason, andava benissimo per il gioco, ma quando abbiamo iniziato a scrivere, rispettando la sua personalità, abbiamo scoperto che era una donna. Non credo sia importante se il personaggio principale indossa un vestito o dei pantaloni, l'importante è preservare l'atmosfera del gioco. Abbiamo deciso che Harry Mason sarebbe diventato Rose. I fan potrebbero rimanere scioccati nel sentire questo, perchè conoscono benissimo Silent Hill attraverso il gioco. Anch'io sono un giocatore e un fan della mitologia di Silent Hill, ma il gioco è il gioco, ed il film è il film.
2. Silent Hill - Path of Darkness: Cast
Radha Mitchell (Rose): Il bello di questo film è il cast, sono tutte facce nuove, attori che sono familiari, ma che non si sono visti mille volte. Daranno vita ai personaggi.
Christophe Gans (Regista): Quando ho fatto il casting, ho scelto apposta attori di film indipendenti perchè hanno qualcosa di diverso, una qualità diversa.
Attrici come Radha Mitchell, Deborah Kara Unger, Alice Krige e Laurie Holden, è molto più emozionante vedere persone che non fanno abitualmente questi film., il pubblico di questi film adora questo.
Don Carmody (Produttore): Per il ruolo di Rose avevamo bisogno di una persona che trasmettesse vulnerabilità, ma anche determinazione. Devi avvertire la sua paura, ma apprezzare anche come affronta questi momenti terrificanti.
Samuel Hadida (Produttore): Ci abbiamo messo molto a trovare la Rose perfetta, dal punto di vista della sensibilità
che questo personaggio doveva avere secondo Christophe.
Christophe Gans (Regista): Cercavo una persona sofisticata e molto vulnerabile, credo che Radha Mitchell possegga entrambe queste qualità.
Andrew Mason (Produttore Esecutivo): E'facilissimo innamorarsi di Radha Mitchell, è fresca, energica ed entusiasta della vita. Ha un aspetto originale, che era esattamente quello che volevamo per la protagonista che ci avrebbe accompagnato dentro questo mondo raccapricciante.
Radha Mitchell (Rose): Per i primi due giorni sul set non ho fatto altro che correre. Con l'avanzare della storia, il personaggio diventa più forte, e questo si vede nell'interpretazione. Abbiamo anche giocato al videogioco, il che ha una certa influenza sul tuo lavoro. Questa è una sorta di preparazione, di primo allenamento. Christophe è concentrato sui personaggi femminili: è un fatto unico che in questo genere, la fantascienza, ci siano solo personaggi femminili a portare avanti la storia. In un certo senso, "esotizza" l'idea di femminilità, polarizzandola con i personaggi maschili che sono inchiodati alla realtà, mentre tutte le donne sono intrappolate in un incubo.
Andrew Mason (Produttore Esecutivo): E'fantastico lavorare con Sean Bean. E'un uomo molto elegante e professionale nel suo lavoro. Una volta che lui e Christophe hanno stabilito chi è Christopher, Sean Bean è diventato quel personaggio.
Sean Bean (Christopher): Sono nel mondo reale, sto cercando mia moglie e mia figlia che sono in un'altra dimensione temporale.
Samuel Hadida (Produttore): Il ruolo di Christopher è stato l'ultimo ad essere scelto, Sean Bean era un sogno per noi, la sua calda personalità è sempre presente, indipendentemente dal ruolo che interpreta.
Christophe Gans (Regista): E'ambiguo ed è stato interessante inserire questa sua ambiguità in un personaggio positivo, nel personaggio del marito che cerca la moglie.
Sean Bean (Christopher): Christopher si trova in una situazione straziante, e deve cercare di trovare sua moglie e sua figlia. E'in uno stato di disperazione durante tutto il film.
Samuel Hadida (Produttore): Avevamo bisogno di una Cybil forte, autoritaria, ma anche empatica, una che ci commuovesse quando si sacrifica. Laurie Holden è perfetta per tutto questo, ha tutte queste qualità.
Laurie Holden (Cybil): Questo è il miglior ruolo d'azione che ho interpretato. E'portata per l'azione, ma ha un cuore, è una persona reale. Quello che mi piace di Cybil è che ha due facce: è molto forte, ma molto incompresa.
Don Carmody (Produttore): Per il ruolo di Dahlia siamo stati molto fortunati a poter avere Deborah Kara Unger, un'attrice straordinaria che desiderava fortemente interpretare questo ruolo. Abbiamo sempre desiderato lavorare con lei.
Samuel Hadida (Produttore): Quando Christophe ha scritto la parte di Dahlia, in un certo senso aveva già in mente Deborah Unger per la parte.
Deborah Kara Unger (Dahlia): QUando Christophe mi ha proposto di lavorare insieme, ho accettato subito, e poi ho letto il copione.
Andrew Mason (Produttore Esecutivo): Christophe ed io abbiamo lavorato insieme per circa 10 anni. E'coraggiosa, non si fa problemi ad apparire molto strana o estrema. Ho trovato straordinario che una vera bellezza come Deborah abbia accettato di farlo.
Deborah Kara Unger (Dahlia): Prima d'ora non avevo mai interpretato una parte come quella di Dahlia. Dahlia si è rivelato un personaggio molto più complicato di quello che pensavo. Mi sorprende che mi piaccia così tanto.
Amavo andare al lavoro ogni mattina. Ho visto tutti i link nei siti dei fan, e sono stata molto influenzata dai giocatori.
Radha Mitchell (Rose): Credo che Dahlia sia in gran parte il riflesso dell'idea che Deborah aveva del personaggio, il suo aspetto e tutto il resto vengono dalla sua idea sul personaggio.
Radha Mitchell (Rose): Alice Krige non potrebbe essere più diversa da Christabella. Alice è incredibilmente scherzosa, dolce e generosa, ha l'entusiasmo e l'immaginazione di un bambino. Non molte persone hanno queste qualità. E'stata d'ispirazione.
Alice Krige (Christabella): Quando ho letto il copione per la prima volta ho pensato: "Ma che cos'è questo, un film horror di fantascienza?", non sapevo neanche che era basato su un gioco. Non ho mai giocato ai videogiochi, non ho figli, e i miei nipoti vivono lontano. Ho dovuto rileggerlo, poi ha iniziato a vederne le risonanze.
Samuel Hadida (Produttore): Alice è eccezionale, aggiunge una nuova dimensione a Christabella.
Andrew Mason (Produttore Esecutivo): Christabella è uno di quei personaggi che possono facilmente diventare una caricatura, e solo una persona con la forza, la concentrazione e la tecnica precisa di Alice poteva creare questo personaggio.
Alice Krige (Christabella): Ero molto preoccupata per il linguaggio, il discorso di Christabella è difficile da recepire in modo corretto.
Christophe Gans (Regista): Uno dei personaggi principali del film è una ragazzina di 10 anni che interpreterà quattro ruoli, di cui uno particolarmente malvagio. Mi sono detto: "Dove troverò una ragazzina capace di fare questo?". Non solo dovevo trovare una ragazzina capace di fare questo, ma dovevo trovarne una con dei genitori che le dessero il permesso di farlo.
Jodelle Ferland (Sharon / Alessa): Quando ho incontrato Christophe la prima volta, eravamo nell'ufficio di produzione, e lui ha detto che temeva di non riuscire a trovare qualcuno
che volesse interpretare tutti i tre personaggi, perchè erano molto strani.
Christophe Gans (Regista): Mi ricorderò sempre il giorno in cui Jodelle è venuta all'ufficio. Mentre entrava nell'ufficio diceva: "Dov'è il regista?".
Jodelle Ferland (Sharon / Alessa): Stava guardando una miniserie di 15 ore che avevo fatto, l'ha guardata in un fine settimana.
Christophe Gans (Regista): L'ho salutata e le ho chiesto come stava, lei mi ha risposto "Bene". Le ho detto: "Sai che interpreterai tre personaggi diversi, e che uno di loro è il diavolo?". "Ho sempre voluto interpretare il diavolo!".
Jodelle Ferland (Sharon / Alessa): Ha detto solo: "Perfetto", e quindi, eccomi qui!
Radha Mitchell (Rose): Quando Jodelle interpreta la Alessa oscura, è come se si trasformasse in qualcun altro. E'abbastanza misterioso e strano.
Jodelle Ferland (Sharon / Alessa): Ho interpretato ragazzine normali come Sharon solo un paio di volte, la maggior parte dei miei ruoli è più simile alla Alessa oscura. Ho interpretato un clone malvagio una volta.
Deborah Kara Unger (Dahlia): Non so come questa deliziosa piccola gemma a cui piace il rosa riesca ad interpretare così facilmente le scene più spaventose, e poi tornare a scherzare come una ragazzina a fine riprese.
Samuel Hadida (Produttore): E'molto dotata. Credo che farà molta strada nel cinema.
Deborah Kara Unger (Dahlia): Guardare le trasformazioni di queste donne è stato molto interessante e tutti i personaggi sono molto distinti. La storia è portata avanti da donne, ed è fantastico,
si crea un'atmosfera scherzosa in cui ognuna ha qualcosa da offrire all'altra, come personaggio e come individuo.
Radha Mitchell (Rose): Ogni giorno ognuna di noi ha affrontato una sfida, si è spinta al limite cercando di fare del proprio meglio, prendendo tutto molto seriamente e concentrandosi molto. C'è molto amore nella storia, nonostante sia una storia oscura, e c'è molto amore anche dietro la realizzazione di questa storia.
3. Silent Hill - Path of Darkness: Set Design
Radha Mitchell (Rose): Quando Christophe fa un film horror, usa la sensazione di disgusto. Ci disgusta sempre con diverse visioni ed insinuazioni.
Christophe Gans (Regista): Di solito i film horror si svolgono in uno spazio chiuso: una casa, un castello... Molto raramente lo spazio è maggiore. Per Silent Hill abbiamo usato un'intera città.
Don Carmody (Produttore): Abbiamo ricreato l'intera città di Silent Hill, che è completamente deserta, coperta di cenere, e a volte abitata dagli spiriti più malevoli che si possano immaginare.
Laurie Holden (Cybil): E'stato un grande vantaggio, avevamo davvero a disposizione un'atmosfera meravigliosa, e i set ci hanno davvero preparato il terreno per recitare.
Christophe Gans (Regista): Volevo lavorare con Carol Spier da molto tempo, è un'importante scenografa.
Carol Spier (Scenografa): Silent Hill è una città abbandonata da 30 anni, l'intonaco si stacca, i muri cadono, abbiamo dovuto mostrare le cose in tre o quattro varianti. Un set, a volte, non aveva un solo aspetto, ma tre o quattro.
Samuel Hadida (Produttore): Abbiamo quattro diverse Silent Hill: c'è la Silent Hill che esiste oggi, la Silent Hill di 30 anni fa, la Silent Hill nella nebbia, e la Silent Hill di quando cala l'oscurità e di quando appaiono tutti gli incubi e le creature.
Radha Mitchell (Rose): C'è un nuovo set ogni 60 secondi, quindi a livello visivo c'è sempre qualcosa di nuovo da guardare.
Samuel Hadida (Produttore): Avevamo 160 tra set e location nel film. E' enorme, per un film dell'orrore credo sia la prima volta che accada.
Carol Spier (Scenografa): E'stata una vera sfida realizzare i set e creare le texture. Io ho una vera passione per i film che hanno una texture, e la texture si ottiene invecchiando i set. Mi piacciono i set che si possono localizzare nel tempo e nella storia. Abbiamo trovato Silent Hill a Brantford, è stata forse una delle migliori location che abbiamo trovato.
Samuel Hadida (Produttore): Ci ha detto: "Conosco una città non molto lontana da Toronto che ha quel tipico aspetto industriale che cercate, per costruirvi attorno l'universo di Silent Hill".
Carol Spier (Scenografa): Alcuni negozi erano chiusi per ristrutturazione, così come molte strade erano chiuse per dei lavori. Abbiamo avuto il permesso di utilizzare quelle zone e prepararle in modo da far sembrare che la città fosse abbandonata da 30 anni.
Don Carmody (Produttore): Poi ci sono i set del mondo nebbioso che suscitano una certa avversione.
Carol Spier (Scenografa): E'tutto grigio, non ci sono molti colori. Il colore è più desaturato, tutto cade a pezzi, è in rovina.
Don Carmody (Produttore): La montagna è molto realistica (si riferisce alla prima locazione nebbiosa del film ndV), sembra una vera strada di montagna. L'abbiamo costruita noi, così non abbiamo dovuto usare la computer grafica per aggiungere la nebbia. L'unico modo per poter controllare la nebbia era crearla noi stessi.
Carol Spier (Scenografa): Ci sono volute otto settimane per costruire il lato della montagna, la strada e asfaltarla. E poi c'è l'oscurità in cui tutto si arrugginisce, cade a pezzi. E'un mondo di ruggine e sangue. Man mano che ci addentriamo nella storia, passiamo da un leggero strato di ruggine, quando Rose entra nel primo set dell'oscurità, e arriviamo all'ospedale, alla fine, dove i muri sono coperti di sangue.
Sean Bean (Christopher): E'raccapricciante, sembra quasi un ospedale psichiatrico coperto di sangue. E'spettrale e fastidioso.
Samuel Hadida (Produttore): Mi piace molto il set in cui l'oscurità ha la sua sede perchè è un ospedale, ma è completamente in rovina: tutto questo esiste solo negli incubi.
Carol Spier (Scenografa): L'ospedale era diviso in due sezioni. C'era una location che abbiamo usato per i piani superiori dell'ospedale, era una scuola che noi abbiamo trasformato in un ospedale.
L'abbiamo invecchiata per farla sembrare abbandonata da 30 anni. Poi c'era la sezione dell'ascensore, che è stata costruita e girata separatamente, e poi c'era il seminterrato. Il corridoio principale dell'ospedale è nel seminterrato, è stato rifatto per costruire diversi corridoi all'interno dello stesso spazio.
Alice Krige (Christabella): I set su cui ho lavorato sono bellissimi, nel senso che sono perfetti per l'universo del film.
Carol Spier (Scenografa): Abbiamo cercato una vecchia fabbrica, perchè volevamo uno spazio molto ampio e ricco di texture per il luogo d'incontro della setta. Per la struttura della fabbrica ci siamo basati su alcune fotografie di vecchi ritrovi Amish.
Sono strutture semplici e lineari, e anch'io ho cercato di essere molto lineare. Dopo aver terminato le riprese all'interno del luogo d'incontro, l'abbiamo smantellata e abbiamo distrutto il pavimento di legno. Ci abbiamo messo un bel po' a bruciare il legno sul retro dello studio e a riportarlo dentro per creare i postumi dell'incendio. Era uno dei set più sporchi che abbiamo fatto, quando alla sera finivamo le riprese tutti quanti erano completamente neri.
Jodelle Ferland (Sharon / Alessa): Il mio set preferito è la vecchia scuola, era una vera scuola femminile, il che è positivo, visto che doveva essere proprio così.
Carol Spier (Scenografa): E'stato bello fare la scuola perchè abbiamo usato molti trucchi. Avevo a disposizione una vera scuola, ma l'effettiva disposizione della vera scuola e quella della scuola che abbiamo usato erano due cose diverse. Abbiamo camuffato dei corridoi per farne delle aule, e delle aule per farne altre stanze, alcune parti della scuola erano in altri edifici. E'stato un rompicapo metterle insieme mentre giravamo. Nell'aula (quella del banco di Alessa ndV) dovevamo affrontare tre livelli, abbiamo cercato di prepararla il più possibile all'inizio, e abbiamo girato i livelli in ordine: abbiamo prima girato la scena del passato, ma molti muri sono stati preparati in precedenza. Hanno usato un agente di rilascio, che poi era del semplice lardo, sotto la vernice in modo da avere una bella pittura per il passato, mentre per il mondo nebbioso abbiamo potuto staccare la pittura. Dietro i muri avevamo preparato molte aree in cui potevamo togliere la vernice e mostrare i mattoni.
Non saprei dire qual è il mio set preferito, mi è piaciuto lavorare alla chiesa perchè è un modello in scala.
Alice Krige (Christabella): Quando vi sono entrata, ho avuto una reazione viscerale allo spazio. Quando sei lì dentro, i dettagli e la specificità evocano delle emozioni dentro di te che sei attore.
Carol Spier (Scenografa): La chiesa è stata una delle prime cose che abbiamo progettato, perchè avevamo già un'idea. Abbiamo fatto molta ricerca studiando diverse chiese che si trovavano dentro e fuori Toronto. Volevamo che fosse buia e che avesse molto legno. Ha la tradizionale struttura di una chiesa, ma non ha un altare, solo il dipinto con la strega che brucia, una cosa insolita per una chiesa, e un'acquasantiera. Ci sono volute otto settimane per costruire la chiesa, il dipinto è stato fatto da un artista di Toronto che si chiama John Fraser, ci ha messo tre settimane a realizzare il dipinto. Lo faceva di notte, mentre noi costruivamo il set attorno a lui, veniva quando noi andavamo via, accendeva la luce e dipingeva. Quando tornavamo al mattino, vedevamo quello che aveva dipinto. Abbiamo fatto delle foto ad alcuni membri del reparto artistico, e li abbiamo ritratti nel dipinto. Probabilmente non siete in grado di individuarli, ma ci sono. Abbiamo usato Deborah come guida per il dipinto, non volevamo che fosse Dahlia, ma che sembrasse un'ipotetica antenata di Dahlia o Christabella. Il design delle scale è basato su delle vecchie scale tedesche usate per bruciare le streghe. Abbiamo deciso di appendere le tute dei minatori al soffitto della chiesa, dopo aver visto una fotografia che mostrava come i minatori delle vecchie miniere sistemavano le loro divise su delle carrucole, quando uscivano dalle miniere. C'erano anche dei cesti per depositare le maschere. Ho pensato che fosse un'idea interessante, così ho deciso di sistemare in questo modo nella chiesa i costumi dei minatori. Poi abbiamo cercato l'esterno della chiesa, abbiamo osservato diverse chiese, ma non volevamo che sembrasse troppo cristiana. Volevamo che avesse uno stile molto caratteristico, quindi alla fine non abbiamo optato per una vera chiesa, bensì per la vera facciata di un tempio massonico. Abbiamo cercato una location per i gradini che portano all'ingresso, ma non riuscivamo a trovare quello che volevamo, così abbiamo costruito delle scale nello studio, e poi le abbiamo unite alla chiesa, quindi abbiamo messo la facciata della chiesa fuori dal set interno.
Christophe Gans (Regista): Credo che la gente rimarrà sorpresa dalle ambientazioni del film, spero che aiuti a ridefinire un nuovo tipo di film horror.
4. Silent Hill - Path of Darkness: Scene d'Azione
Radha Mitchell (Rose): E'stata di Christophe l'idea che Rose sia una persona molto normale in un mondo decisamente non normale, e questo implica che lei faccia delle scene d'azione, il che è nell'immaginario di ogni attrice.
Don Carmody (Produttore): Steve Lucescu è il consigliere tecnico di Silent Hill, volevo che Steve assistesse a ogni scena d'azione, piccola o grande. Garantisce che tutto si svolga in sicurezza, con rapidità e spettacolarità, e che le persone si trasformino.
Steve Lucescu (Stuntman Coordinatore): Apparentemente questo non sembra un film d'azione, ma in realtà ci sono molti elementi d'azione all'interno di tutto il progetto. Radha Mitchell e Laurie Holden sono estremamente attente a ogni singola azione e reazione che fanno.
Samuel Hadida (Produttore): Credo che abbia fatto un ottimo lavoro nell'insegnare agli attori come muoversi, come sparare,
come saltare ed essere credibili.
Steve Lucescu (Stuntman Coordinatore): Vogliono che ogni momento della loro performance sia il più realistico possibile. E'un enorme lavoro per entrambe, e il lavoro fisico che devono affrontare mentre recitano è stato fenomenale con il passare dei giorni.
Laurie Holden (Cybil): Hanno lavorato insieme a lui ed è stato di grande aiutoper coreografare le varie sequenze di lotta.
Steve Lucescu (Stuntman Coordinatore): (riferendosi alla lotta dell'ospedale ndV) Faccio l'intera sequenza mentre lei osserva dove metto i piedi, da che parte mi giro, come sposto il peso, come aprire le braccia di scatto e come girare per ottenere un buon effetto. Facevano molte domande per ogni singolo elemento d'azione che dovevano fare.
Laurie Holden (Cybil): Steve, a volte, si faceva prendere dalla fisicità delle scene. Se rivedete le scene, vedrete che Cybil non indossa nessuna protezione sul braccio, e i minatori indossano delle tute molto pesanti, sotto le quali c'è uno strato di metallo spesso circa 4 cm. Ogni volta che li colpivo, mi graffiavo il braccio, in particolare il destro, ma anche il sinistro. Avevo lividi, tagli e ferite, ma a fine giornata ero contenta ed eccitata, e guardavo i miei lividi come si guardano dei simboli d'onore.
Steve Lucescu (Stuntman Coordinatore): Molte riprese dei film horror sono fatte con le controfigure, si girano i dialoghi degli attori, poi si fa una ripresa di spalle, dove si vede la testa dell'attrice, ma non la faccia. Quando Laurie e Radha sono nella caldaia, e Red Pyramid cerca di entrare, abbiamo fatto l'opposto: Abbiamo effettuato delle riprese frontali, in modo da vedere le facce di Laurie e Radha per tutta la sequenza.
Laurie Holden (Cybil): Pensavo che avrei usato molto la mia immaginazione, non avrei mai pensato che quella lama sarebbe stata davvero a pochi centimetri dal mio collo. Steve Lucescu mi ha insegnato a "schiacciarmi" contro il muro, ed ero a questa distanza dalla lama (indicando un paio di centimetri con la mano ndV). Dovevo girare la testa al momento giusto o potevano sorgere dei problemi.
Radha Mitchell (Rose): Per me, la scena nella caldaia è stata come ballare il limbo, perchè la lama entrava e io dovevo piegarmi all'indietro per evitare di farmi tagliare la testa.
Steve Lucescu (Stuntman Coordinatore): L'abbiamo provata un sacco di volte, all'inizio la lama entrava lentamente, poi abbiamo più volte raddoppiato la velocità, fino a raggiungere la velocità che serviva per la scena.
Radha Mitchell (Rose): Questo elemento atletico del film è stato divertente, ed è un aspetto che sia io che Laurie abbiamo apprezzato.
Steve Lucescu (Stuntman Coordinatore): Durante il film abbiamo usato molti trucchi con Radha, ha un abbigliamento che non dà una grande libertà di movimento. Abbiamo dovuto metterla su una specie di piccola piattaforma per poterla tirare lungo il pavimento, era piccola ed il suo corpo la copriva. Se non l'avessimo usata, i suoi vestiti si sarebbero strappati, e questo avrebbe significato continuare a cambiarli. Ma inserendo questo elemento di sicurezza, Laurie poteva semplicemente afferrarla e tirarla lungo il pavimento e attraverso la porta. Credo che agli attori piaccia usare i cavi perchè hanno la possibilità di fare delle cose che non potrebbero mai fare senza la sicurezza dei cavi. Riusciamo a vedere le loro facce nella cinepresa, riescono a saltare più in alto e saltare avanti, e possono fare tutto da soli. Giocano, si divertono, e si vedono sul grande schermo mentre fanno queste cose. E anche il pubblico le vede.
Radha Mitchell (Rose): C'è una scena, ed è stato uno dei miei giorni preferiti, in cui arrivo in un edificio bruciato e vedo Alessa oscura per la prima volta e, per raggiungerla, devo saltare su delle travi di metallo.
Steve Lucescu (Stuntman Coordinatore): Radha non aveva mai lavorato con i cavi, quindi abbiamo iniziato col metterle un'imbracatura, col fissarla a terra e col farle fare piccoli salti. Ha imparato molto velocemente e ha voluto fare sempre di più, ha voluto osservare la controfigura e poi ha voluto farlo lei. Abbiamo girato quasi tutta la parte in cui lei salta sulle travi con la vera Radha Mitchell.
Radha Mitchell (Rose): Dopo aver saltato e aver recuperato l'equilibrio si vede un'ombra di terrore sul mio viso durante tutta la scena: beh, era vero. Certo, se fossi caduta, il cavo mi avrebbe sostenuta, ma per me è stato eccitante perchè non l'avevo mai fatto prima.
Laurie Holden (Cybil): Cybil sacrifica la sua vita.
Il personaggio si sveglia e vede del fuoco ai suoi piedi, e muore bruciata. Come ti prepari ad una scena come questa? E'stato terrificante, faceva caldissimo, ero su una scala di 10,5 metri e avevo un'imbracatura di metallo che mi entrava nella pelle, e mi hanno davvero calata sopra un fuoco. C'erano delle vere punte di metallo e di legno che uscivano da pavimento, e del fuoco vero, e mentre mi calavano pensavo: "Un errore e mi trafiggeranno". Il terrore, la paura e il caldo erano molto reali.
Samuel Hadida (Produttore): Hanno sempre cercato di trovare un modo per permettere ai veri attori di interpretare la parte per essere il più realistici possibile.
Steve Lucescu (Stuntman Coordinatore): Abbiamo girato ogni scena con le facce degli attori. E' fantastico, meraviglioso.
5. Silent Hill - Path of Darkness: Le Creature
Paul Jones (Effetti Make Up): E'un horror fantastico e il regista apprezza i mostri che crei.
Radha Mitchell (Rose): Molti horror si basano sull'idea che meno si fa vedere, più si è efficaci, e che non far vedere il mostro fa più paura. Ma Christophe è molto coraggioso, fa vedere i mostri, che però non sono personaggi sanguinolenti e ridicoli, hanno una certa eleganza.
Samuel Hadida (Produttore): La creatura è progettata per fare molta paura ed essere inquietante.
Andrew Mason (Produttore Esecutivo): Sono meravigliosamente rivoltanti.
Radha Mitchell (Rose): I miei mostri preferiti sono quelli di questo film; sono strani, fanno rabbrividire, sembra che siano usciti da una rivista sadomaso.
Christophe Gans (Regista): I mostri di Silent Hill, a volte, sono patetici e stranamente umani.
Don Carmody (Produttore): Sono basati sugli incubi.
Paul Jones (Effetti Make Up): Fin dall'inizio il motto di Christophe è stato: "Non li voglio disgustosi, ma inquietanti".
Patrick Tatopoulos (Effetti Creature): Il disgusto è molto diverso dall'inquietudine. Queste creature dalla forma umana non sono disgustose, ma inquietanti.
Paul Jones (Effetti Make Up): Qualcosa da cui non riesci a togliere lo sguardo. Non vuole che la gente giri la testa, vuole attirarla.
La società di Patrick è stata ingaggiata per realizzare le creature del film, che rappresentano la metà degli effetti. Io sono stato ingaggiato per fare gli effetti speciali di trucco, e per supervisionare il trucco di Patrick sul set. Sono anche il supervisore sul set. Le superfici, da quelle viscide a quelle asciutte, umide o porose, il videogioco era la nostra Bibbia.
Patrick Tatopoulos (Effetti Creature): Chi fa gli effetti speciali di trucco dà al film la visione del regista, non la sua. Christophe ha studiato lo sviluppo di Silent Hill prima che esistesse un progetto di Silent Hill, si è concentrato molto su quello che gli interessava, e questo ha reso lo sviluppo delle creature molto semplice. Una delle cose che Christophe mi ha detto all'inizio è stata: "Le creature son fatte di carne, ma anche di plastica, sono reali e artificiali". Tutte le creature sono state create in base a quel concetto, sono molto reali, c'è qualcosa di umano in loro, ma si muovono come fantocci e io lo trovo molto inquietante. Trasmettono sempre una sensazione di dolore e sofferenza, ognuno di loro soffre. Anche Red Pyramid soffre molto. Christophe ha anche voluto molte urla, ha detto espressamente che voleva sempre sentire urlare.
Radha Mitchell (Rose): Il mio preferito è il personaggio senza braccia, a livello visivo è il mio mostro preferito.
Patrick Tatopoulos (Effetti Creature): Si tratta di una tuta che copre interamente l'attore, ma è molto leggera.
Michael Cota (Lying Creature): Entrare nel costume non è un processo lungo.
Paul Jones (Effetti Make Up): Il personaggio senza braccia è un costume in due pezzi creato da Patrick. Si tratta di due gambe di silicone molto attillate, dalle diverse tonalità di colore, e di una gabbia toracica di schiuma di plastica. Sopra a questo viene messo
una specie di grande profilattico (ahahah ndV) di silicone lungo circa 1,2 metri che avvolge il corpo di Michael.
Michael Cota (Lying Creature): Respirare è difficile, se soffri di claustrofobia non puoi farlo. Ho una maschera con un tubo che attraversa il costume, e fuoriesce dalla parte posteriore della tuta, quindi respiro così (imitando un affanno).
Paul Jones (Effetti Make Up): Patrick ha ideato la tuta in modo che, quando Michael la indossava, ci fosse un collettore sul petto, e una specie di squarcio dove potevamo sistemare un contenitore pressurizzato, pieno di una sostanza nera, composta da un addensante alimentare, acqua e pigmento nero. Al momento giusto potevamo spruzzare questa sostanza dal petto di Michael. La troupe gli aveva dato diversi soprannomi sul set, il mio preferito era "l'uomo strascicante": sembrava un grosso preservativo di gomma che camminava con un buco nel petto dal quale spruzzava acido.
Patrick Tatopoulos (Effetti Creature): Il Gray Child è un personaggio che è stato creato ex novo. L'idea era che avesse la pelle che scivolasse all'indietro. Non volevamo che tutto il cranio e la mascella fossero deformati, altrimenti non avremmo avuto lo scheletro della faccia davanti. E'stata tirata solo la pelle, creando proprio l'effetto che voleva Christophe.
Paul Jones (Effetti Make Up): Il Gray Child consisteva in una semplice tuta di lattice e silicone creata da Patrick, e che copriva totalmente il corpo di Yvonne.
I piedi venivano coperti con delle applicazioni per incollare la tuta alle caviglie, le mani e la testa venivano incollate al corpo ogni giorno. Questo processo richiedeva due ore e mezza.
Yvonne NG (Gray Child): Una volta che mi hanno vestita, devono sigillare la tuta e dipingerla, bisognava attaccare tutte le parti. Osservare i ragazzi che mi dipingono i piedi è incredibile, sembra vera e propria body art. Il loro lavoro era quello di dipingere e il risultato è bellissimo.
Radha Mitchell (Rose): Il loro impegno per quel personaggio era sorprendente.
Yvonne NG (Gray Child): La squadra di Patrick, sapendo che ho sempre bisogno di andare al bagno, ha creato appositamente un risvolto, quindi potevo facilmente andare al bagno.
Radha Mitchell (Rose): Si respirava una grande emozione sul set, quando sono arrivate le infermiere, perchè erano tante e tutte avevano lo stesso aspetto, non avevano un voltoe sembravano un branco di animali.
Patrick Tatopoulos (Effetti Creature): Il modello viene dal gioco, l'idea che non avessero la faccia, ma solo una bocca che urla. Abbiamo deciso di costruire solo un paio di maschere generiche con la bocca aperta, che potevamo modificare con la computer grafica per dar loro una diversa espressione.
Paul Jones (Effetti Make Up): Ho creato i vestiti e i cappelli delle infermiere, abbiamo preso una forma di corpo generica, e sopra la sua superficie abbiamo scolpito dei vestiti di pelle in putrefazione. Le ragazze erano 20, quindi ho creato 20 vestiti da infermiera in lattice, che ho chiuso con cerniere a velcro, per renderli molto aderenti al corpo. Roberto, il coreografo del film, ha interpretato il ruolo del Janitor. E' piegato in una posizione contorta, coperto di escrementi e sporcizia, striscia sul pavimento e le feci gli escono dal sedere. Abbiamo fatto un calco di Roberto e abbiamo creato due elementi: un corpo artificiale di Roberto a grandezza naturale, che è stato sistemato sul set ed è stato avvolto con del filo spinato, per la scena in cui Rose gli estrae l'indizio dalla bocca. L'altro elemento era Roberto completamente truccato, con due gambe finte legate alla schiena, piegate all'indietro e legate alla testa con del finto filo spinato. Il vestito che indossava è stato preparato durante la scena; gli abbiamo dato dei pantaloni ottici verdi.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH):
Indossavo dei pantaloni verdi, così potevano tagliare le mie gambe in post produzione.
Paul Jones (Effetti Make Up): Potevamo riprenderlo di profilo, di fronte e da dietro, e dare l'impressione che fosse stato piegato in due.
Durante il primo giorno di riprese, Roberto era a terra in mezzo alla sporcizia, e aveva del filo spinato legato intorno alla testa. Io mi sono avvicinato a lui e gli ho sussurrato: "Ricordati che sei stato tu a volerlo fare", ma Roberto se l'è cavata magnificamente. Roberto ha interpretato un altro ruolo nel film, Red Pyramid.
Patrick Tatopoulos (Effetti Creature): Dal momento che è un personaggio che appare chiaramente nel gioco, e cheha un aspetto fantastico, non c'era bisogno di fare qualcosa di diverso. Abbiamo dovuto trovare la giusta proporzione che avrebbe comunque permesso all'attore di tenere in mano la lama per ore sul set. Abbiamo lavorato con dei materiali molto leggeri, dipingendoli in modo tale che sembrassero pesantissimi, ma che in realtà fossero leggeri.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): La protesi del torso è incollata alla mia pelle, in questo modo la pelle non respira, ma la protesi è così soffice che è come una seconda pelle.
Paul Jones (Effetti Make Up): Era una protesi composta da cinque parti, che si fondeva con la sua pelle grazie al lavoro della mia squadra. Non abbiamo dovuto dipingergli
solo il petto, le braccia e il collo, ma anche il sedere e le gambe, perchè gli ho vietato di indossare biancheria intima. L'operazione richiedeva due ore e mezza o tre, ogni volta che Roberto recitava. Wendy Partridge ha anche creato delle estensioni per le gambe, con le quali Roberto era alto circa 2,15 metri.
Wendy Partridge (Costumi): Abbiamo messo una suola di 38 cm sotto lo stivale, e poi abbiamo coperto il tutto. Anche visto da dietro sembra pelle, non si capisce bene che cos'è, ma indossa uno stivale con una suola di 38 cm.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): Gli stivali hanno due lamine di metallo sui lati, legate con una benda che si chiude con il velcro, per tenermi strette le caviglie e darmi stabilità.
Paul Jones (Effetti Make Up): Non solo è alto 2,15 metri con il costume, ma è anche alto il 25% in più degli altri umani del film. A realizzare l'effetto il più delle volte è l'angolazione della macchina da oresa, ma quando Roberto interagisce direttamente, ad esempio quando afferra qualcuno per il collo, usiamo un fantoccio per quell'effetto. Non considero la mia giornata di lavoro produttiva se non ci metto almeno un'ora a lavarmi le mani. Roberto, Yvonne, Michael... non avremmo potuto desiderare di meglio per i ruoli delle creature, perchè non solo hanno mostrato entusiasmo per tutta la durata delle riprese, ma per tutto ilo tempo non si sono mai lamentati una volta. Per me hanno fatto il film, perchè ogni giorno arrivavano e dicevano: "Ciao Paul, come va? Ok, vestiamoci e iniziamo a lavorare!". Tutto il film è stato eccezionale, ogni giorno incontravi qualcuno che iniziava a ridere, è per questo che sono entrato in questo settore, per poter lavorare in un film horror ad alto budget con un gruppo di persone fantastiche, e per fare un bel lavoro.
6. Silent Hill - Path of Darkness: Coreografie delle Creature
Andrew Mason (Produttore Esecutivo): Fin dall'inizio Christophe ha voluto che le creature seguissero una coreografia.
Radha Mitchell (Rose): Roberto è il coreografo del film, ha coordinato i movimenti delle infermiere, del Gray Child, e del personaggio senza braccia. Lui è la mente dietro tutti i movimenti dei mostri.
Samuel Hadida (Produttore): Roberto è un ballerino e un coreografo, sa come creare movimenti che incutono terrore.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): Sono esseri umani maledetti che soffrono, quindi il linguaggio del corpo è esagerato. Chi può muoversi meglio dei ballerini?
E chi può insegnare a questi ballerini come muoversi, se non un coreografo? Essendo il coreografo ho partecipato, insieme al direttore del casting, alle selezioni per le tre creature principali. Per il personaggio senza braccia, Christophe non ha avuto dubbi su Michael Cota.
Michael Cota (Lying Creature): Ho fatto un provino in cui dovevo tenere le braccia dietro la schiena, muovermi e cadere a terra. Non era tanto una coreografia, quanto dei movimenti che creavo in base a quello che sentivo.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): Quando si muoveva, sembrava davvero che non avesse le braccia, e anche il suo modo di camminare e di tenere le ginocchia vicine... Christophe ha deciso di scegliere Michael perchè era spigoloso, ma allo stesso tempo armonioso e già spaventoso senza constume nè protesi.
Michael Cota (Lying Creature): Abbiamo provato molte cose diverse, abbiamo provato a saltare, a girare e a strisciare sul pavimento, a correre, a cadere, e poi la mia reazione quando mi sparano.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): Credo che all'inizio il problema di Michael fosse non sentirsi oppresso dal costume, le sue braccia stavano incrociate, era legato, sopra gli veniva messa la tuta e non vedeva assolutamente niente. Ovviamente, se non vedi niente, è già difficile camminare, immaginatevi fare grandi movimenti e contorcersi.
Michael Cota (Lying Creature): Devi contare i passi e sapere cosa ti circonda, o ti puoi fare molto male.
Mentre cammino in avanti, mi giro e qualcuno mi spara. Dopo essere stato accompagnato sul segno, dovevo contare i passi, ad esempio tre da questa parte, giro, vengo colpito, e tre passi all'indietro. Roberto mi dice cosa fare, quando devo abbassarmi, e mi suggerisce delle immagini che mi aiutano a recitare nel modo giusto.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): Per il Gray Child ho scelto Yvonne, perchè ho pensato fosse perfetta. Quando abbiamo mostrato il video a Christgophe, anche lui ha scelto Yvonne istintivamente.
Yvonne NG (Gray Child): Christophe e io abbiamo parlato un po', voleva che incarnassimo realmente l'aspetto fisico della creatura. Durante le prove, che erano il vero momento creativo, abbiamo fatto delle ipotesi sull'aspetto del Gray Child, basandoci su un vero bambino, e lo abbiamo distorto un po'. Abbiamo elaborato dei modi molto strani di muovere le braccia, la testa, i piedi.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): E'come un funambolo, che usano le mani per mantenere l'equilibrio. Riusciva a vedere qualcosa dall'orecchio, perchè c'era un piccolo buco.
Yvonne NG (Gray Child): Ma non è sempre allineato al mio occhio perchè la testa si muove. Ogni tanto riesco a vedere un po' di quello che c'è fuori, prendo dei punti di riferimento e questo mi aiuta un po', ma molto spesso vado a sensazione e seguo le indicazioni di Roberto, che urla un sacco perchè non sento niente con quella maschera, e lui non sente me. E'un mondo diverso.
Radha Mitchell (Rose): Ad essere sincera, non l'ho mai vista in faccia, non so com'è. Era una specie di donna del mistero, ascoltavo quello che mi diceva e lei ascoltava me, perchè non sentiva molto bene con la maschera. Era una relazione interessante.
Yvonne NG (Gray Child): Avere Roberto sul set è stato grandioso perchè, essendo anche lui ballerino e coreografo, sa parlare la mia lingua. Ad esempio, quando qualcuno mi dice di strisciare, ci sono molti modi di farlo; in questo senso Roberto è stato straordinario, perchè riesce a interprestare quell'indicazione, lavora con me e insieme riusciamo ad arrivare velocemente a quello che vuole il regista, perchè non c'è molto tempo.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): Con le infermiere ho cercato di avvicinarmi il più possibile al movimento del videogioco. Sapevo esattamente quello che volevo. Anche Christophe era nello studio, e sapeva esattamente quello che voleva vedere. C'erano tre infermiere chiave: Chantelle, Donna e Rhoslynne: Donna è quella che sfregia Radha, già nelle prove Donna aveva fatto questo movimento aggressivo. A Christophe è piaciuto, e così ha deciso di affidarlo a lei.
Radha Mitchell (Rose): Giravamo a ritmi serrati, perciò non riuscivamo a provare alcune cose. Quel giorno in particolare dovevamo girare la scena della lotta con l'infermiera senza faccia. Lei non vedeva molto bene, e inavvertitamente mi ha dato un pugno sulla mascella. Erano le mie preferite perchè erano un'immagine molto forte e strana.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): Io ho interpretato due creature nel film: Red Pyramid e il Janitor. Christophe voleva che il Janitor fosse osceno, avevo la testa piegata all'indietro e no riuscivo a muoverla molto; l'unica cosa che potevo fare per renderlo osceno era usare la lingua.
Radha Mitchell (Rose): L'altro mio mostro preferito è Red Pyramid. Era un'immagine molto minacciosa, il modo in cui si muove è molto semplice, ma molto "da ballerino".
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): Cercavo di riprodurre il più fedelmente possibile i movimenti del videogioco. Ho fatto del mio meglio, ma il primo giorno, quando tutti gli elementi erano al loro posto, cioè gli stivali alti e la piramide, che pesa circa 5,5 kg, la mia prima ora sul set è stata abbastanza diffifìcile. Inoltre avevo in mano una spada grande e pesante; la spada era finta, quindi con il movimento dovevo far sembrare che la spada fosse molto pesante, tutto dipendeva dai miei movimenti. Riesco a vedere solo il pavimento, non vedo niente di fronte, e questo influenza il mio equilibrio. C'è bisogno di un periodo di assestamento.
Radha Mitchell (Rose): Tutte le donne sul set amavano quel personaggio, perchè aveva il sedere nudo e lo vedevamo tutti i giorni. E'molto spaventoso da davanti, ma poco dal dietro.
Roberto Campanella (Coreografo, Janitor/Colin, PH): E'molto divertente, ti senti un ragazzino, è stato come realizzare un sogno di bambino, mi sono divertito molto. Non auguro a nessuno di avere mai a che fare con quei mostri, ma è stata un'esperienza incredibile.
by Vlash