† Silent Hill 4 • Recensioni †
Questa sezione è dedicata alle recensioni di Silent Hill 4. Pareri positivi o negativi, considerazioni di vario tipo, tutto è ben accetto, purchè riguardi il capitolo in questione.
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Recensione di Stranger Night
Questo è senza alcun dubbio il capitolo più discusso della saga ed a molti, moltissimo fan non è piaciuto, qualcuno non lo ha nemmeno terminato.. eresia!
Ci chiamiamo Henry, che è un uomo che.. beh... di lui a dire il vero non sappiamo nulla, vive solo e se ha una famiglia o degli amici, non può chiamarli, perchè il telefono non funziona. Il protagonista si presta all'immedesimazione dei giocatori ed ognuno infatti può attribuirgli il passato che preferisce. Sul muro della sua stanza ci sono delle foto che raffigurano Silent Hill ed in frigorifero c'è una bottiglia di latte e delle barrette, l'arredamento è spartano.. sembra il classico signor nessuno, quel tipo d'inquilino che non si vede mai in giro e di cui nessuno sente mai la mancanza, ma non giudichiamo in modo così negativo ed affrettati questo ragazzo, che molti hanno accusato d'impassibilità.
Innanzitutto c'è un pariticolare che è sfuggito a molti, Henry è amico del custode Frank al punto che quest'ultimo gli ha regalato un quadro e gli ha parlato del figlio: quel caro ragazzo di James! Quindi, com'è possibile che una persona solitaria, cerchi l'amicizia di una persona tanto insignificante come il custode? Uhmm... non torna ed anzi, è sintomo di grande cordialità. Il fatto è che Henry si è trasferito nell'appartamento soltanto da pochi giorni ed è normale che non conosca tutti i suoi vicini, persino io non sono mai riuscita a conoscere tutta la gente che abitava nel mio vecchio palazzo. Inoltre, data la sua età di 25 anni, fra la fine dell'università e la ricerca del lavoro, è facile immaginare che prima abbia vissuto con poco, senza investire nell'arredamento, senza riempire casa di paccottiglie e ragalini vari. Henry ha concluso un capitolo della sua vita, di cui non ci è dato di sapere nulla e ne sta per aprire un'altro... o meglio, stava.
D'altra parte, noi incontriamo un Henry rassegnato e stremato, reduce di sette giorni (una settimana!!) in cui ha scoperto di essere prigioniero! E passi per le finestre, che si possono rompere.. ma perchè nessuno lo sente? Come mai la porta è incatenata, chi diavolo ha scritto quella frase?? Panico, panico totale.. Terrore mortale... chi ci può dire, che in quei sette giorni, Henry non abbia urlato con tutte le sue forze, avventandosi contro mura e finestre? Oppure che abbia realmente pensato di essere impazzito? Se guardiamo per tanto tempo fuori dalla finestra, cade la testa di qualcuno...
Insomma, accettata la sua pazzia, cosa impedisce a questo povero ragazzo di guardare ciò che accade senza fare scenate, mostrando solo un terrore razionale? Sinceramente, non è ciò che fareste anche voi? Fare finta di non vedere niente, casomai che qualcuno vi facesse capire che non esiste nulla del genere? Infatti a volte, Henry ha qualche scoppio di emotività ed è proprio quando la realtà si fa evidente.. quando muore Cynthia, quando sente le voci di Frank ed Eileen...
Forse, la Konami avrebbe dovuto regalare al personaggio maggiori possibilità di farci capire il suo coraggio e la sua paura simulata, accentuando il fatto che trattandosi di un sogno, Henry tralascia le sue azioni per concentrarsi sulle emozioni così come accade anche a chi dorme nella nostra realtà.
Ad ogni modo, Henry è prigioniero della sua stessa casa.. non riesce più ad aprire le finestre, nessuno sente le sue urla.. la porta è incatenata dall'interno!!! Incubi orribili lo tormentano.. e noi, vediamo attraverso i suoi occhi, scelta che non è stata apprezzata da molti. L'appartamento è simbolo di protezione, quando vi fa ritorno Henry guarisce e rappresenta una sorta di utero.. che può essere abbandonato solo attraverso cunicoli che si fanno sempre più bui e distorti, intricati. Posto in condizione di scegliere tra una morte per fame ed una possibile via di fuga, Henry non esita e con la faccia tosta tipica di James XD si avventura verso l'ignoto. Questa volta non siamo liberi di esplorare Silent Hill, ma vediamo solo i posti che Walter il serial killer ha visitato per uccidere le sue vittime, questo strano individuo ridacchiante tenterà di uccidere Henry in più occasioni e non servirà a nulla atterrarlo.
Henry incontra molte persone al contrario dei protagonisti precedenti, parla con tutte le vittime ed alcune di esse colpiranno moltissimo il giocatore. Cynthia ne è un esempio lampante, sicura di se e bella quanto avvenente, pensa di trovarsi in un sogno... e la sua morte è molto drammatica, proprio perchè entrambi si accorgono che si tratta della realtà e che lei non si sveglierà alla fine del sogno. Anche Jasper colpisce molto, è balbuzziente e sembra innoquo, anche se un po' strano. La figura più misteriosa però, è un bambino dall'atteggiamento strano, che colpisce e fa insospettire Henry... ma Eileen, la vicina di casa, rimarrà colpita dalla sua triste storia e deciderà di aiutarlo.
Recensione di Heaven
C'era una volta una saga di successo, chiamata Silent Hill, che vide la luce nel lontano 1999 e che proseguì, senza mai smentire la sua grandezza e originalità fino al 2003.
Risale al 2004 l'uscita di questo quarto capitolo, che della saga Konami può, ahimè, vantare unicamente il nome.
Mi piace vederlo come un brutto incidente di percorso, questo Silent Hill 4: The Room (eh si, anche il sottotitolo), consapevole del fatto che fu concepito come gioco a sè stante, e non facente parte dell'universo della silente cittadina.
Mi sforzerò dunque di parlarne in questi termini, nei termini di un survival horror qualsiasi.
The Room ci fa vestire le spoglie vesti del giovane Henry Townsend che, recentemente trasferitosi nell'appartamento 302 di una palazzina sita nella cittadina di South Ashfield, si trova improvvisamente immerso in un incubo senza fine, rinchiuso nella sua stessa casa.
Nei suoi panni dovremo scoprire cosa diavolo (come direbbe il protagonista) sta succedendo e ne vedremo delle belle.
Partiamo con l'analizzare il comparto grafico del gioco. Nonostante paia paradossalmente inferiore a quella del precedente capitolo, la grafica di The Room è molto curata, piacevole visivamente sia per quanto concerne i modelli dei personaggi che per quanto invece riguarda le ambientazioni.
Insomma, non certo un punto dolente in quest'avventura, anche se talune animazioni avrebbero potuto essere ricreate in maniera migliore.
Anche parlando del gameplay, non sono evidenti particolari difetti. Il gioco scorre bene, fluido, i combattimenti sono gestibili senza problemi e le inquadrature sono piuttosto ben calibrate in modo tale da non risultare da intralcio.
Non è complicato guidare questo Henry dunque, che potrà all'interno del gioco approcciarsi con un'arsenale piuttosto vasto, che spazierà dalle armi bianche alle consuete armi da fuoco, che stavolta saranno però inserite in un'inventario limitato.
Si, perchè in The Room c'è, udite udite, il famigerato baule.
Sì, ne avrete di certo sentito parlare, è tutto sommato come quello di Resident Evil e la funzionalità è chiaramente la stessa. Riponi oggetti... riprendi oggetti quando ti servono e via così.
Cambiamo però argomento...
Nonostante la trama di The Room si avvalga di spunti molto interessanti e risulti infine intrigante nonchè inquietante, a delinearne il contorno troviamo dei personaggi privi di una caratterizzazione che sia quantomeno decente. Aggiungo, altresì, che il protagonista non è caratterizzato e basta.
Che sia, come ha ipotizzato qualcuno, un modo per facilitare l'immedesimazione, o che sia invece un'aspetto imputabile alla volontà di concentrarsi su altro, beh, questo è un mistero.
Resta però di fatto, che l'unico personaggio caratterizzato è Walter Sullivan, e neppure troppo grazie al gioco in sè.
Di enigmi, in The Room, non ce ne sono molti, anzi.
Non sono molti e non sono neppure originali o particolarmente complessi. Nulla di memorabile,sotto questo punto di vista.
Ma passiamo al fattore "paura".
Questo gioco si prefigge in chiari termini l'obiettivo di spaventare e incutere terrore nel giocatore
Purtroppo però, stiamo parlando di un survival che non possiede un'atmosfera in grado di evocare sensazioni del genere, oltre che personaggi di spessore a fare da cornice.
Alla fine si risolve tutto con una massiccia dose di strane creature.
Anche se, vedere per credere, The Room non presenta le creature che la serie ci aveva abituati ad affrontare, bensì un circo di mostri che non risultano disturbanti, bensì unicamente brutti. Senza contare che la presenza di tali creature in dosi così grandi, fa andare precipitosamente a picco qualsiasi accenno d'atmosfera o di profondità che il gioco avrebbe potuto avere.
Dopo tutto, questo The Room è un buon gioco, che si lascia giocare senza problemi, un buon gioco da 7 direi.
Ma un grosso errore è stato fatto.
Io, per prima, avrei apprezzato il coraggio della Konami, se l'intento fosse stato quello, rischioso, di apportare innovazioni di cui la serie non sentiva il bisogno (come ha dimostrato).
Ma così non è stato, e si è agito diversamente, donando un titolo importante ad un survival discreto, unicamente per assicurarsene le vendite. Bieco poi lo stratagemma di inserirvi collegamenti più che forzati coi capitoli precedenti.
Questo The Room, insomma, non sarebbe comunque passato alla storia, ma avrebbe fatto passare qualche ora di divertimento a taluni giocatori, venendo alla luce in maniera innocua, senza nuocere ad una saga di successo di cui ha deturpato le peculiarità.
Se siete amanti dei survival horror, vi consiglio di darci un'occhiata, poichè il gioco, come rappresentante del genere, merita. Se siete appassionati di Silent Hill, e avete giocato e amato i primi tre capitoli, mi permetto di sconsigliarvi l'acquisto di The Room. Io me ne sono pentita.