† Silent Hill 3 • Boss †
Attenzione: possibili spoiler del gioco.
Split Worm
Fine del Centro Commerciale. Grosso verme molto simile a quello di SH1, è ricoperto da una membrana coriacea che gli fa da scudo ai colpi di pistola. Ha a disposizione sei buchi dove rintanarsi e uscire all’improvviso, usa come attacco la sua bocca e una specie di terremoto provocato dai suoi colpi sul terreno. Lo scontro si svolge in un’area mediamente vasta, e l’unica cosa da fare, è aspettare che spalanchi la membrana, mostrando la bocca aperta, a quel punto sparare in quella direzione. Ripetere questa strategia finché non cade a terra esanime.

Glutton
Creatura non ben definibile sotto l'aspetto fisico, è perlopiù un'entità, una forma creatasi giusto per rendere la vita difficile a Heather, bloccando l'uscita degli Uffici. Come il Lizard del primo capitolo, questa creatura per essere sconfitta ha bisogno di un racconto, che in questo capitolo sarà suddiviso in più parti. Una volta letta tutta la storia, il Mostro scomparirà così com'è venuto. A differenza del primo capitolo, è il racconto la chiave dello scontro, leggendo quello si termina la "battaglia", dal momento che questo Boss non tocca, ma neanche si può toccare.
Missionary
Appartamenti Daisy Villa. Demone antropomorfo evocato da Claudia, è uno Scarper di modeste dimensioni, con la capacità di bloccare gli attacchi e muoversi abbastanza velocemente. Attacca con le sue due lame, per poi nascondersi nel buio e ricomparire nuovamente. L’area è abbastanza aperta, ma l’oscurità è nemica. L’importante è aspettare che lui attacchi, schivare il suo colpo e raggirarlo, quindi colpirlo, magari con la katana, in modo da sfruttare il momento in cui non può bloccare i nostri colpi. Con l’inquadratura manuale dovremmo sempre riuscire ad averlo sott’occhio, in quando usa l’oscurità come nascondiglio.
Leonard Wolf
Fine dell’Ospedale. Creatura umanoide, molto alta, corrosa e rigonfia a causa dell’acqua fognaria, al posto delle mani ha due lame, che prontamente userà per attaccare. Lo scontro si svolge in acqua, in una stanza più lunga che larga, e Leonard userà questa caratteristica per nuotare sott’acqua e riemergere alle spalle, quindi attaccare. L’ideale sarebbe impugnare il fucile, sparargli intanto che è lontano, e soprattutto anticipare i suoi movimenti, sparando in basso una volta che si immerge, evitando che continui la sua strategia.

Memory of Alessa
Fine del Luna Park. Lo scontro si svolge sul carosello alternativo, con una Heater sanguinolenta e sanguinaria che prontamente attacca con l’arma che ha in mano. E’uno degli scontri più difficili, in quanto questo Boss sarà da sconfiggere quattro volte, prima di finirlo veramente. Ogni volta che muore, svanirà per poi ricomparire altrove, con un’arma diversa. In ordine d’apparizione, userà un coltello, una pistola, un tubo di ferro e una mitraglietta. L’ideale sarebbe equipaggiarsi la katana, veloce e potente, e starle molto vicino quando impugna un’arma da fuoco, impedendone ogni suo utilizzo (infatti correrà via per distanziarsi). Il luogo è provvisto dei cavalli uccisi in precedenza, utilizzabili come scudo nel caso si perdesse di vista l’ego malvagio.
God
Fine della Chiesa. Il Boss finale è forse uno dei più facili da sconfiggere, se si sa la strategia giusta. Attaccherà usando le lunghe braccia, oppure invocherà il fuoco nel caso ci si allontanasse troppo dal nemico. Per farla breve, la strategia consisterà nello sfruttare un comodo bug grafico presente nello scontro: bisognerà posizionarsi sotto di lui, azzerare ogni distanza, stando un po’a sinistra rispetto alla testa. In questo modo potrà solo piegarsi in avanti e allungare le braccia per colpire, ma il braccio passerà attraverso Heater senza colpirla. In questo modo, si potrà avere la comodità di ucciderla con qualsiasi arma, anche perché a seconda del tipo di arma, nella partita successiva si avrà la Mitraglietta a colpi infiniti (se si usasse un’arma melee) o il Beam Saber (se si usasse un’arma da fuoco).
by Vlash